Con ritmo frenetico e tono graffiante, Roberto Raineri-Seith ricostruisce la scena culturale underground del Ticino degli anni Ottanta, gettando luce su un risvolto poco noto della vita culturale della regione.
Negli anni Ottanta, la Svizzera italiana è stata scossa dal sisma di un vitale e oscuro movimento underground: mentre le discoteche Le Stelle e Morandi iniziavano a diffondere le nuove sonorità degli esponenti più sperimentali e “di rottura” della scena musicale internazionale (DEVO, Kraftwerk, Laurie Anderson, Depeche Mode, New Order…), in tutta la regione nascevano i primi negozi che, insieme ai dischi, vendevano abiti, accessori e gli immancabili anfibi prescritti dalle nuove tendenze punk e goth; e poi si lanciavano fanzines e riviste come «T-Ribalta», si fondavano festival di videoarte e musica sperimentale, si creavano gruppi come i Dr. Chattanooga & The Navarones, si aprivano bar e spazi espositivi segreti. Roberto Raineri-Seith, artista transmediale di Ascona, già autore del saggio sugli spazi autogestiti ticinesi Il luogo che non c’è (Edizioni Casagrande, 1997), è stato tra i protagonisti di quel periodo di eccessi e scoperte. In questo libro lo racconta dall’interno, presentandone i luoghi principali e le figure chiave (ad esempio Edo Bertoglio, emissario in Ticino della Factory di Andy Warhol) e invitandoci a (ri)viverne le turbolente notti, tra “deproparty” sotto il ponte Maggia, interventi artistici all’ex macello di Locarno e una performance quasi trascendentale che ha trasformato la diga del Sambuco in un’immensa cassa di risonanza.
Rassegna stampa
- Il nostro periodo alternativo tra Film Festival e Morandi, Il Mattino, 14 giugno 2026
